Embolizzazione transarteriosa nel trattamento del dolore articolare cronico
Che cos’è l’embolizzazione transarteriosa nel trattamento del dolore articolare cronico?
L’osteoartrite è una condizione dovuta all’usura ripetuta delle articolazioni. Il deterioramento della cartilagine causa un’infiammazione persistente, che stimola la formazione di nuovi piccoli vasi sanguigni e nervi all’interno dell’articolazione. L’embolizzazione arteriosa è una procedura che consiste nell’iniettare particelle molto piccole nelle zone con vasi sanguigni anomali, occludendoli e alleviando significativamente il dolore associato.
Quale materiale embolizzante viene utilizzato?
Il materiale utilizzato come agente embolizzante è una miscela composta da un antibiotico (Imipenem/Cilastatina) e liquido di contrasto.
L’Imipenem/Cilastatina è poco solubile e quando diluito con mezzo di contrasto forma piccoli cristalli di circa 50 micron di diametro che iniettati direttamente nei vasi sanguigni ne determinano una occlusione temporanea che danneggia selettivamente le arterie responsabili del dolore articolare.
Preparazione per l'intervento
Come ci si prepara per l’embolizzazione?
L’indicazione all’embolizzazione viene posta insieme ai Colleghi Curanti (Ortopedici, Fisiatri, Reumatologi) qualora non si sia ottenuta una valida risposta a trattamenti conservativi (utilizzo di farmaci antinfiammatori, iniezioni intra-articolari di costicosteroidi, fisioterapia) o non vi sia indicazione all’intervento chirurgico.
Prima dell’intervento di embolizzazione viene eseguita una Risonanza Magnetica (RM) che aiuta nella diagnosi e nella pianificazione della procedura.
Il Paziente dovrà presentarsi il giorno dell’intervento a digiuno da cibi liquidi e solidi da almeno 6-8 ore.
In caso di assunzione di terapie anticoagulanti e/o antiaggreganti, queste andrebbero sospese o adeguate in tempo utile all’esecuzione in sicurezza dell’intervento. Verrà richiesta l’esecuzione, in regime di prericovero, di esami del sangue che comprendono: emocromo completo, coagulazione (in particolare INR) e creatininemia.
Risulta fondamentale, inoltre, essere muniti di tutta la documentazione clinica e degli esami radiologici eseguiti in precedenza.
La procedura si effettua in regime di Day-hospital con osservazione per almeno 6/8 ore e successiva dimissione al domicilio il giorno stesso o al mattino successivo, in base alla decisione clinica. Raccomandato riposo, indicata l’assunzione di Paracetamolo in caso di dolore.
Come funziona e cosa aspettarsi
Come si svolge l’embolizzazione?
L’embolizzazione si effettua nel corso di un’arteriografia: un’indagine diagnostica mininvasiva, utilizzata per lo studio dell’anatomia vascolare, grazie all’impiego dei raggi X e l’infusione di un mezzo di contrasto, che consente la visione delle arterie dall’interno.
Tale intervento si effettua in sala angiografica, dove sono presenti i monitor per il controllo dei parametri vitali e l’apparecchio di fluoroscopia.
L’iniezione di mezzo di contrasto può essere associata ad una transitoria sensazione di calore, che corrisponde al passaggio del contrasto nei capillari.
La procedura prevede un’anestesia locale, a livello dell’accesso arterioso percutaneo [femorale o radiale], la successiva puntura dell’arteria, il posizionamento di un introduttore vascolare e quindi di un catetere diagnostico.
Dalle immagini ottenute, in sequenza, attraverso software dedicati, si possono trarre le necessarie informazioni per poter effettuare il successivo intervento in sicurezza: scegliere dove iniettare le particelle, dove bloccare l’afflusso di sangue e valutare il risultato dell’embolizzazione.
L’intervento dura mediamente 60-90 minuti. Al termine, viene sfilato l’introduttore ed effettuata la chiusura dell’accesso percutaneo (mediante compressione manuale o sistemi di chiusura specifici).
QUALI SONO I RISCHI?
Come ogni intervento, anche l’embolizzazione arteriosa percutanea presenta dei rischi.
Esistono le complicanze legate alla tecnica dell’intervento percutaneo (ad esempio ematoma nella sede di puntura o reazione allergica ai mezzi di contrasto) che seppur rare sono usualmente gestibili e risolvibili.
Poi ci sono le complicanze legate all’embolizzazione: l’iniezione accidentale e non desiderata delle particelle in altri rami arteriosi può comportare l’ischemia di territori in cui non era programmata l’embolizzazione. Questo rischio è ridotto al minimo grazie a:
- studio angiografico selettivo e accurato dei territori vascolari preliminare all’embolizzazione.
- utilizzo di Imipenem/Cilastatina in quanto agente embolizzante temporaneo.
L’embolizzazione arteriosa è utile per alleviare il dolore cronico articolare causato dall’osteoartrite, evitando il ricorso frequente a farmaci o iniezioni direttamente nell’articolazione. Inoltre:
- Non richiede alcuna incisione chirurgica o iniezione intra-articolare.
- E’ una procedura indolore che dura circa un’ora.
- Di solito si può tornare al lavoro in uno o due giorni, senza bisogno di una lunga convalescenza.
- Il tasso di complicanze è molto basso, senza effetti su eventuali interventi futuri.
- Si ha un miglioramento dei sintomi generalmente entro 1-3 settimane.
- E’ ripetibile in caso di successo clinico non completamente soddisfacente.