Una soluzione mini-invasiva
termoablazione
L'alternativa mininvasiva alla chirurgia oncologica
Che cos’è la termoablazione?
La termoablazione percutanea è una procedura mini-invasiva utilizzata per trattare tumori solidi. E’ considerata una valida alternativa alla chirurgia, specialmente per i pazienti anziani o con multiple comorbidità (patologie croniche).
Consiste nel trasmettere l’energia termica generata da diverse tecnologie, come la radiofrequenza, le microonde, il laser e la crioterapia, al tessuto tumorale con l’obiettivo di distruggere le cellule attraverso la rottura delle membrane e l’apoptosi (morte cellulare). Questa procedura può essere eseguita con l’aiuto della guida ecografia, della TC o di entrambe le tecniche di imaging.
Tumor board e termoablazione
Come ci si prepara per una termoablazione?
L’indicazione alla termoablazione viene posta in corso di una discussione multidisciplinare in “tumor board” con diversi specialisti tra cui l’Oncologo, il Chirurgo e il Radiologo Interventista, dopo colloquio con il Paziente, valutazione dell’anamnesi e delle indagini di imaging eseguite.
Il Radiologo Interventista gioca un ruolo cruciale nella valutazione delle varie indagini di imaging e nell’adesione a protocolli terapeutici all’avanguardia.
Alcune settimane prima dell’intervento il Paziente verrà contattato per l’esecuzione di un’ecografia con mezzo di contrasto per la valutazione della/e lesione/i tumorale/i al fine di poter pianificare correttamente l’intervento.
In questa occasione il Paziente potrà interagire con il Radiologo Interventista ed esporre eventuali dubbi e perplessità.
Il ricovero ha una durata di circa 2-3 giorni.
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Alcuni giorni prima della procedura il Paziente deve eseguire gli esami di prericovero (RX torace, esami ematochimici, ECG) e in casi selezionati una visita anestesiologica.
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Il Paziente dovrà presentarsi il giorno della procedura a digiuno da cibi liquidi e solidi da almeno 6-8 ore.
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In caso di assunzione di terapie di tipo anticoagulanti e/o antiaggreganti, queste andrebbero sospese o adeguate in tempo utile all’esecuzione in sicurezza dell’intervento.
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Risulta fondamentale, inoltre, essere muniti di tutta la documentazione clinica e degli esami radiologici eseguiti in precedenza.
Il percorso completo della termoablazione percutanea
Come si svolge la termoablazione?
L’intervento viene eseguito in sala TC dove sono presenti anche i monitor per il controllo dei parametri vitali.
Il protocollo anestesiologico prevede sia una sedoanalgesia mediante somministrazione di farmaci per via endovenosa da parte del Collega Anestesista, sia un’anestesia locale in corrispondenza del punto di inserzione dell’ago sulla cute.
La procedura consiste nell’inserzione sotto guida US e TC di uno o più aghi nel tessuto tumorale. Se il tumore è vicino a strutture sensibili al danno da calore, vengono utilizzate tecniche come l’idrodissezione per evitare complicanze. I protocolli del generatore sono impostati in base alle raccomandazioni delle aziende produttrici. Al termine dell’intervento viene eseguito un controllo TC per verificare che l’area di necrosi sia adeguata e che non ci siano tessuto tumorale vitale residuo o complicanze.
L’intervento ha una durata di almeno un’ora e mezza, con una variabilità correlata alla tecnologia utilizzata, al numero e alle dimensioni delle lesioni tumorali e alla difficoltà tecnica della procedura. Si raccomanda al Paziente riposo a letto per almeno 6-12 ore.
Per tutta la durata del ricovero proseguono il monitoraggio clinico e il controllo del dolore.
Il Paziente esegue a 30-40 giorni dalla procedura controllo TC o RM per monitorare l’eventuale insorgenza di recidive e prosegue follow-up oncologico.